Il paesaggio salentino è costellato da oliveti secolari che fanno da cornice da altrettanto secolari frantoi ipogei, esempi di manufatti archeo-industriali di notevole interesse presenti nel panorama architettonico-culturale di terra d'Otranto. I frantoi realizzati nei secoli XV-XIX, sono prevalentemente ipogei, ricavati, cioè, nel banco roccioso e sottostanti al piano stradale.
La terra d'Otranto era divisa in quattro Circondari e comprendeva Lecce-Gallipoli-Brindisi e Taranto e nel I880-I890 aveva oltre I800 frantoi ipogei. Anche Felline, piccolo centro distante da Gallipoli I8 Km., aveva tre frantoi ipogei attivi fino ai primi decenni del 900. Il primo era ubicato in Via Edificio Scolastico, il secondo in Via Alliste; entrambi sono stati sommersi dalla costruzione di due civili abitazioni. Il terzo, sopravvissuto, è situato extra moenia dell'antica cittadella medioevale nelle vicinanze della Chiesa parrocchiale.
Il sopravvissuto
Tale frantoio è stato completamente ristrutturato qualche anno fa. Esso con tutte le comuni caratteristiche dei frantoi, era stato studiato appositamente al fine di ottimizzare la conservazione dell'olio; la struttura, infatti, doveva avere una temperatura tra i 18-20 gradi centigradi, tale da favorire il deflusso del prodotto quando la pasta delle olive macinate era sottoposta alla torchiatura ed alla separazione dell'olio dalla sentina che si depositava nei pozzetti di decantazione. Il suo schema costruttivo è mistilineo e l'accesso agli ambienti è costituito per mezzo di una scala a rampa rettilinea, ricavata in parte sul banco roccioso e in parte con una volta a botte.
La scala immette in un grande vano, luogo principale della lavorazione dove si trova la vasca per la molitura, costituita da una piattaforma su cui è ubicata una grossa pietra molare di circa m. 1,60 di diametro e dello spessore di m. 0,60 di calcare duro idoneo a schiacciare, frangere ed impastare le olive .In un altro ambiente adiacente erano posti i torchi; gli altri ambienti presenti erano destinati al riposo dei trappetari, a stalla per il mulo o il cavallo, a deposito dove vi erano le pile per conservare l'olio e deposito della sansa. Inoltre si notano altri piccoli vani dove vi era il camino, oppure dove consumavano i pasti e dormivano. Nella parte più interna si nota ancora oggi l'apertura che permetteva di buttare le olive dall'esterno all'esterno del frantoio.
Il Recupero
Da quando ha smesso il ciclo produttivo vive ancora nella memoria di qualche anziano che con nostalgia ricorda quel luogo di lavoro dove si trascorrevano giorni, mesi ed anni per sviluppare quell'importante processo produttivo di epoche ormai passate.
L'obiettivo principale dell'intervento di recupero dell'ipogeo è quello di restituire alla cittadinanza ed ai visitatori un peculiare patrimonio culturale della Civiltà contadina della Terra d'Otranto che appartiene a tutti. Recuperare tale contenitore archeo-industriale significa favorire la scoperta di valori che hanno rappresentato grande importanza economica e la valorizzazione di un prodotto di biblica memoria. Oltre a tutti questi motivi, l'importanza del frantoio è da ricercarsi anche nella sua forte vocazione turistica.
Gli interventi di conservazione previsti riguardano: la ripulitura dell'intero piano di calpestio la rimozione di materiali di accumulo di varia natura, quali terra, detriti, ecc... presenti sia nei pozzetti di decantazione dell'olio ,sia nei vari ambienti di tutta la struttura. Inoltre le superfici lapidee orizzontali e verticali, i plini di appoggio dei torchi e le vasche sono coperti da croste ed incrostazioni, da togliere a mano con spazzole di saggina.
Sono andati distrutti tutti gli ordigni oleari in legno: assi orizzontali, alberi verticali, stanghe delle vasche per la molitura. Pertanto, altri interventi conservativi sono la realizzazione in legno d'olivo o di quercia e posizionamento nel rispettivo alloggiamento di un torchio alla "calabrese" in uso all'epoca, costruzione delle travi, riapertura dei fori per l'areazione e di altri fori, porte d'ingresso, impianto elettrico, copertura dei pozzetti con lastre di cristallo, realizzazione di pannelli illustrativi composti da tavole iconografiche, foto a colori e testo esplicativo sul processo produttivo dall'oliva all'olio.
Tale struttura, situata a ridosso del bellissimo centro storico di Felline, costituisce un tassello prezioso del ricco patrimonio naturalistico, artistico, architettonico, archeologico e culturale dell'antichissimo paese di Felline; esso rappresenta un percorso privilegiato di cultura che attende di essere rivalutato da persone che abbiano l'interesse e la volontà di realizzarlo.
Ricerca effettuata dal Presidente Antonia Ferocino
Ass.ne Pro Loco del Salento Viale Francesco Ferrari 5, Casarano Lecce Per informazioni: Tel./Fax 0833/513351 Giuseppe Botrugno: - Beatrice Arcano: E-mail: info@prolocosalento.it Vietata la riproduzione, anche parziale, dei contenuti del sito. L'Associazione non è responsabile dei documenti e delle foto pubblicate dalle singole Associazioni ospiti. NON SIAMO AFFILIATI A NESSUN CIRCUITO, LA NOSTRA ASSOCIAZIONE È INDIPENDENTE.