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Piazza Caduti, denominata anche Piazza Nuova, è stata ricavata da uno sbancamento di vecchie abitazioni agli inizi del secolo scorso; si può ancora riconoscere in essa un tessuto edilizio inalterato, il lato Nord infatti, infatti presenta sia a livello di facciata che di pianta soluzioni architettoniche antiche: le cellule abitative sono generalmente costituite daun solo vano; la scala di accesso ai piani superiori è disposta in modo perpendicolare alla strada; le abitazioni erano caratterizzate dalla promiscuità e sovrapposizioni delle funzioni abitative, documentate ancora oggi dalla tipicità dell'arredo fisso (camini, nicchie, e mensole); al primo piano le coperture sono a tetto a due falde di cui rimangono gli unici esempi.
Questi tipi edilizi, ripetitivi e modulari, sono i più diffusi, costituiti da uno o due vani aggregati orizzontalmente in direzione ortogonale al fronte stradale o verticalmente con la scala interna. Sono sicuramente riconducibili alla originaria formazione del tessuto ed è espressione di una situazione sociale caratterizzata da una bipolarizzazione di classi secondo un rapporto tipicamente feudale.
L'elemento caratterizzante questo fronte è il prospetto: unico nella sua semplicità, alle sempliaperture delle porte e piccole finestre si accompagnano delle piccole loggiate con mensole sporgenti. Nella maggior parte di questi tipi edilizi la copertura è a tetto a due falde, questo ci induce a ipotizzare che tale sistema di copertura doveva in origine essere molto diffuso. Degli esempi significativi li troviamo ancora nelle abitazioni in via San Domenico, il tetto "incannucciato", infatti, costituito da elementi poveri, canne, malta di calce e cocciopesto con coppi esterni, rappresenta la forma primitiva delle attuali coperture.
Percorrendo le strette viuzze del centro storico, la nostra immaginazione corre alle epoche ormai andate, quando un popolo laborioso e buono viveva all'ombra del severo e maestoso castello, fiero della sua vita che scorreva serenamente nella quotidiana fatica.
Oggi il nucleo storico di Felline, con le sue pietre, le sue piazze le sue case vuote sono ancora lì con il loro carico di atmosfera magica e surreale che rinfranca lo spirito di chi s'immerge con un po' di nostalgia.
Testo curato dall' Arch. Maria Grazia Protopapa
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